Dueville
Il sito SIC IT3220040 “Bosco di Dueville e risorgive limitrofe”
Il Comune di Dueville si trova a circa dieci chilometri a nord-est di Vicenza, nella campagna pianeggiante compresa tra il fiume Bacchiglione ed il torrente Astico; ad ovest è presente l’area umida agrobiotopo denominata “Bosco di Dueville” e “Sorgenti del fiume Bacchiglione”, riconosciuta tra i siti Natura 2000, ricca di canali e rogge che scaturiscono dalle risorgive e dove si trovano le sorgenti del rio Bacchigliocello (Fontanoni Trissino e Milana, ora Conte Porto, Fontanoni Bojoni), che, tra Vivaro e Cresole, si unisce con il torrente Leogra-Timonchio, confluendo poi nel fiume Bacchiglione. L’origine del nome del Comune è dibattuta, forse per la presenza di due villaggi, o forse quale punto di unione delle due centuriazioni romane di Thiene e di Marostica. Anticamente l’area era coperta di boschi, percorsi da rogge e torrenti, con vaste aree paludose a sud ed est, a valle della linea delle risorgive, mentre a nord erano presenti i ghiaioni dei torrenti collinari. Nel periodo romano, il territorio fu ricompreso nella Gallia Cisalpina (90 a.C.), testimoniato dalla presenza di reperti, cippi, monete, tre sepolcri romani, forse anche una fortificazione. Numerosi sono poi reperti della presenza longobarda, che sono stati ritrovati in varie località (Belvedere, via IV Novembre, via Matteotti, ecc.), tra cui una pregevole crocetta d’oro esposta al Museo di Santa Corona di Vicenza.
A partire dalla successiva dominazione dei Franchi, compaiono le prime cronache storiche, inizialmente dai monaci, e poi anche dei resoconti degli scontri di truppe vicentine, padovane ed anche veronesi, in concomitanza dei domini dei vari Carrara, Scala, Visconti. Il governo della Serenissima Repubblica produsse un periodo di stabilità politica e prosperità economica. In epoca recente, nel 1820, una imponente rotta ad est del Timonchio, portò a creare una palude tra Caldogno e Novoledo, mentre prima l’alveo era quello che da Capovilla scendeva a Vicenza tramite l’attuale via Bozzi, via Cà Alta e via Summano; le due ultime indicano già di per sé un’altura, perché tale rimase l’ex alveo pensile sassoso del Timonchio, utilizzato come strada carrabile non fangosa di campo, quando le acque ruppero la minima riva esistente. Il piano d’alveo era di circa 3 metri sul piano medio di campagna, oggi spianato dai cavatori di “stabilizzato” stradale o industriale, ma ancora presente in alcuni punti del territorio calidonense. Anche in questi ultimi decenni, quell’area è stata sovente soggetta ad innondazioni che hanno avuto in Rettorgole e Cresole i punti più elevati. Storicamente, a partire dal XIV° secolo, il paese venne dominato dal Ducato di Milano e dal 1404 dalla Repubblica Serenissima di Venezia. In quel periodo il potere era esercitato dalla famiglia milanese nobiliare dei Monza, che vi costruirono tenute signorili di svago e coltivazioni agricole: nel Settecento furono costruite altre ville, come la villa Monza del 1715, ora sede del comune di Dueville, e furono completate opere di disboscamento e di modernizzazione del paese. In quel periodo altre famiglie nobiliari ebbero modo di insediarsi in alcuni posti del paese, come i Da Porto, che a Vivaro costruì la villa Da Porto – Pedrotti (forse su disegno del Palladio) e ai Pilastroni la villa Da Porto – Casarotto (tra il 1774 ed il 1776), mentre la famiglia Monza si estinse nel 1917. L’agrobiotopo del “Bosco di Dueville e risorgive limitrofe”, che comprende il “Parco delle Sorgenti del Bacchiglione”, è un sito di importanza comunitaria della Rete Natura 2000, SIC IT3220040, si estende per circa 725 ettari, di cui 20 come risorgive del Bacchiglione, e comprende dunque terreni nei comuni di Dueville, Villaverla, di Caldogno e di Sandrigo. Esso si sovrappone in parte alla Zona di Protezione Speciale ZPS IT322013 (Bosco di Dueville) di 319 ettari, per quanto riguarda la tutela animale, nei medesimi comuni di Dueville, Villaverla e Caldogno. La Provincia di Vicenza è proprietaria dell’area del “Parco Sorgenti del Bacchiglione” di circa 27 ettari, in gestione agli enti acquedottistici Acque Vicentine ed AVS, oltre al coinvolgimento del Bacino di Pesca Zona B, del Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e di Veneto Agricoltura. Nel 2022, la Provincia di Vicenza ed i comuni interessati hanno affidato la gestione dell’area a VIacqua sino al 2036.
Il progetto Aquor (2011-2015).
Il progetto AQUOR nasce nel 2010, ad opera di Acque Vicentine, AVS Servizi, Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta , Consorzio di Bonifica Brenta (Cittadella), Veneto Agricoltura (Legnaro), ed è coordinato dalla Provincia di Vicenza – Servizio Risorse Idriche, nell’ambito del progetto LIFE+10/ENV/IT/000380. Lo scopo era di implementare una strategia partecipata di risparmio idrico e di ricarica artificiale, per il riequilibrio quantitativo delle falde dell’alta pianura vicentina, con sperimentazioni in differenti siti pilota atte a valutare l’applicabilità di tecnologie MAR (Managed Aquifer Recharge). IL progetto aveva come presupposto lo studio delle risorgive, che, pur essendo una caratteristica del territorio di tutta la Pianura Padana, si è focalizzato sul dominio di interesse del settore a nord di Vicenza. Il comune che nella indagine (2014) esibiva il maggior numero di “polle” attive (sia perenni che periodiche) risultò Villaverla (93), seguito poi da Caldogno (46) e da Dueville (41); ciò a dimostrazione che il sito SIC “Bosco di Dueville” rappresenta un ambito determinante nella concentrazione di risorgive alto-vicentine. L’analisi sottolineò la positiva evoluzione della condizione ambientale grazie:
– alle opere di riqualificazione del progetto LIFE+ SOR.BA/09/NAT/IT000213, attuato a partire dal 2010, finalizzato alla riqualificazione delle sorgenti del fiume di risorgiva Bacchiglione, mediante la riconversione naturalistica del sito utilizzato precedentemente come piscicoltura, dopo l’acquisto da parte della Provincia di Vicenza;
– ai lavori di riqualificazione dell’area delle sorgenti del fiume Tesina, iniziati nel 2011 in comune di Sandrigo, con la salvaguardia ed il rimboschimento dell’ambiente planiziale;
– allee opere di riqualificazione ambientale dell’area del “Bosco di Dueville situata al confine dei comuni di Dueville e Villaverla, che presenta uno degli ambienti naturalistici della provincia di Vicenza, per la molteplicità di aree protette (Sorgenti del Bacchiglione, Oasi Naturalistica di Villaverla, Bosco di Dueville, Centro Idrico di Novoledo).
Il Progetto AQUOR ha avuto l’importante pregio di indirizzare con linee guida scientifiche ed economiche le metodologie di progettazione e realizzazione degli interventi di ricarica artificiale, con particolare riferimento alle specifiche tecniche di ingegneria idraulica ed agraria, per tutti i sistemi impiegati: AFI (Area Forestale di Infiltrazione, a Carmignano di Brenta e Schiavon; campo di sub- infiltrazione, a Rosà; pozzi di infiltrazione, a Montecchio Precalcino e Breganze; rogge di infiltrazione, a Sandrigo; trincea di infiltrazione a Sarcedo.
Come si ricava dai luoghi sopra citati, l’area SIC Bosco di Dueville, alimentata dall’acqua delle colline ed altopiano, è profondamente connessa all’area SIC Grave del Brenta, ad est, alimentata dalle acque del fiume e dell’altopiano. In un siffatto contesto territoriale, affrontare in forma collaborativa la “governance” dell’ambiente costituisce la migliore indicazione per la conservazione dei due siti Natura 2000,in quanto il partenariato pubblico – privato né conferisce la valenza di “capitale naturale”.
Si ringrazia la PROVINCIA DI VICENZA con il Progetto AQUOR – RAPPORTI TECNICI (2012-2014) ( → www.lifeaquor.org ) e WIKIPEDIA, da cui sono tratte le informazioni e le immagini quivi riprodotte ( → www.wikipedia.org ) .
Prati Stabili MedioBrenta