Fontaniva
Fontaniva ed i boschi del Parco Fiume Brenta
Il paesaggio caratteristico del Comune di Fontaniva è plasmato in gran parte dal corso del fiume Brenta, il quale oggi svolge un ruolo cruciale nella progettazione della rete locale di mobilità lenta, orientata al turismo ed al tempo libero. Anticamente però, il territorio era inserito nella centuriazione romana tra Cittadella e Bassano del Grappa, che dopo il disboscamento delle foreste intorno al fiume, veniva coltivato dalle popolazioni locali. Nei primi anni del 2000 sono emersi resti archeologici, oggetto ancora di studio e di indagine, che fanno pensare a insediamenti di epoca eneolitica nel territorio di Fontaniva; si pensa a una popolazione nomade di origine sconosciuta chiamati “Bartandi”, per ora i più antichi dell’Alta Padovana. L’origine di Fontaniva è quindi certamente di epoca romana, come attesterebbero le urne cinerarie, i mattoni ed i cocci di terracotta rinvenuti in vari luoghi, durante arature, e conservati nel locale Museo Storico della Civiltà Agricola, probabilmente nelle posizioni che facilitassero l’attraversamento del fiume Brenta, come ad esempio in prossimità del decumano rappresentato dalla antica Via Postumia (→ vai all’apposita scheda alla sezione dedicata). Nel paese sono sempre transitati i viandanti, non solo quelli romani che seguivano la antica via Postumia, anche i cristiani che seguivano la via Rome Germanica nel pellegrinaggio dal nord Europa (Passo Resia) sino a Roma. In epoca medioevale furono presenti in successione varie casate, come i Fontaniva, gli Ezzelini, i Borromeo, ecc. ai quali si deve la costruzione di alcune ville nobiliari. Verso la metà dell’XIII° secolo, viene citata in documenti papali la chiesa di san Giorgio in Brenta, come appartenente alla pieve di San Donato di Cittadella ( sec. X°) e nel .. si eresse la parrocchiale di Fontaniva, dedicata a ……. L’attuale chiesa del ‘..00, intitolata a …, fu restaurata ed ingrandita nel … Tra i centri abitati va menzionato San Giorgio in Brenta, dove nel secolo XVI° si stanziò la famiglia Borromeo, che vi costruì la Villa Borromeo, o anche Palazzo Fantoni, ora di proprietà comunale; il corpo originario è del ‘600, mentre la facciata ornata dal bassorilievo del “…”, emblema della famiglia, è del ‘700; L’abitato è stato da sempre un nodo rilevante anche per l’agricoltura ed il commercio, per cui sin dal … venne costruita la ferrovia Vicenza-Treviso; di tale importanza se ne resero conto anche i protagonisti del secondo conflitto bellico, che bombardarono ripetutamente il punte ferroviario e quello stradale a fianco, anche se fu l’evento naturale della “brentana” del 1976 a causarne il cedimento, per l’escavazione della sabbia a ghiaia fatta attorno alle pile di sostegno. Infatti, Le escavazioni a pochi chilometri a valle del ponte di Fontaniva hanno avuto come effetto un abbassamento del letto del fiume. Questo abbassamento del letto del fiume fu di entità tale da scoprire le fondamenta dei piloni del ponte. Durante la brentana, il ponte ridotto in quello stato, fu abbattuto dalla violenza della piena. Il ponte crollato era stradale ed era gemello di quello della ferrovia, gravemente danneggiato dagli stessi eventi. I due ponti gemelli erano stati costruiti a poche decine di metri di distanza ed erano stati realizzati intorno al 1950. Altro effetto delle escavazioni nel letto del fiume e nelle immediate vicinanze fu lo spostamento del letto del fiume stesso. Negli anni a cavallo tra il 1960 e il 1990 si è assistito ad un nuovo assestamento del letto del fiume. Nel far questo il fiume Brenta ha abbassato il letto di almeno 3 metri, e lo ha allargato portandolo alla larghezza massima in alcuni punti di 600 metri. Durante questo trentennio il Brenta ha eroso la strada del Brenta che congiungeva San Giorgio in Brenta alla contrà Belgio attraverso il bosco del Brenta e almeno 100 ettari di terreno di proprietà delle famiglie adiacenti al fiume ed utilizzato come bosco.
Altra cosa da notare è che nonostante le ripetute e vibranti segnalazione della popolazione alle autorità locali e nazionali non è stata realizzata nessuna opera di difesa e contenimento del Brenta, ma si è lasciato che il fiume prendesse il suo nuovo corso naturalmente senza intervenire. Le famiglie che storicamente vivevano nelle vicinanze del Brenta raccontano che fino alla fine degli anni ’50 soventemente il Brenta usciva dagli argini durante le piene e invadeva terreni ed il piano terra delle abitazioni. Questi eventi a causa delle cave di ghiaia sono venute a cessare verso l’inizio degli anni ’60. L’agrobiotopo “Grave e zone umide della Brenta”, è un sito di importanza comunitaria della Rete Natura 2000, SIC/ZPS IT3260018, si estende per 56 km di fiume, da Padova a Bassano del Grappa, con 15 comuni delle due provincie, di cui Parco Fiume Brenta si è fatta carico, con la realizzazione di innumerevoli iniziative operative e di governance, (→ luoghi del progetto : www.parcofiumebrenta.it ), che hanno condotto alla identificazione nel Consiglio di Bacino Brenta (CBB) di Cittadella il soggetto gestore del sito Natura 2000. La Rete Natura 2000 è un sistema di aree protette dell’Unione Europea, una rete ecologica istituita per garantire il mantenimento degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.
Quest’anno, con “Pedalando per le Terre del Brenta” 2024, andremo a visitare alcuni dei luoghi del Comune di Fontaniva, più naturali ed attrattivi del fiume Brenta. Si ringrazia Wikipedia per le informazioni sopra riportate ( vai a www.wikipedia.org )
Dal Bosco Fontaniva al Brenta Green Trail.
A partire dalla fine dello scorso secolo, con la venuta meno delle precedenti profonde escavazioni sul letto del fiume, le Amministrazioni comunali di Fontaniva hanno voluto legare la diffusione turistica del paese con il ripristino delle antiche foreste planiziali.
A tal fine, a Fontaniva sono state migliorate la fruibilità dell’area ricreativa ad ovest del paese, denominata “Parco Brenta Viva”, in passato gestita dalla Pro Loco, ma ora affidata ad un gruppo di giovani impegnati nella tutela del patrimonio naturalistico ed ambientale, della Associazione Brenta Wave, Parco Brenta Viva è stata da sempre una seconda piazza del paese, favorita dall’ampio parcheggio e dalle strutture per il pic-nic; con l’apporto dei giovani tornerà0 ad essere un luogo di incontro e socializzazione per tutti i fontanivesi, ma anche dei paesi intorno, un’area in cui riconnettersi con la natura e riscoprire il valore ecologico e sociale del fiume Brenta. Da quest’anno l’area di Parco Brenta Viva del lato sinistro del fiume, è definitivamente collegata alla nuova area boscata sulla riva destra, che è oggetto dell’intervento “Brenta Green Trail”. La passerella è stata inaugurata lo scorso 12 luglio 2024, con una lunghezza di 500 metri su una unica trave, di 15 campato in acciaio corten di 33,5 metri ciascuna, poggiata sui dissipatori del ponte, in grado di assorbire anche potenti vibrazioni. Essa permette di togliere dall’isolamento ciclabile i residenti nella località di Boschi, ma anche di essere integrata in un più ampio percorso ciclabile di livello europeo, da Monaco a Venezia, grazie anche all’ampia larghezza della pista ciclabile, di oltre tre metri. Il costo dell’opera di oltre 3.190.000,00 è stato sostenuto interamente dai due comuni di Fontaniva e Carmignano di Brenta. Oltrepassato il fiume, si arriva dunque nella nuova area boscata del progetto Green Up 2024. Si tratta di una area di circa sete ettari, limitrofa all’asta fluviale, ed a cavallo della Strada regionale 53 Postumia, per cui è evidente l’elemento di mitigazione dell’inquinamento veicolare. E’ stato denominato “Bosco Fontaniva”, ed inserito nel programma LIFE 2023, grazie alla collaborazione attiva del Comune, della Regione Veneto e di Parco Fiume Brenta. Nell’aprile 2022 erano state piantumate oltre 8.400 piantine di specie autoctone, acero, pioppo , quercia, tiglio, olmo, ma anche arbusti, come frangola, prugnolo, sanguinella, ecc. Con il bando Green Up si andranno ad implementare il tabellamento informativo e la manutenzione, oltre ad alcune infrastrutture per garantire l’accessibilità e la fruizione della nuova area verde, oggi non attrezzata, con particolare attenzione alla sostenibilità ed al rispetto delle specie esistenti. Si ringrazia il COMUNE e l’UFFICIO TECNICO COMUNALE per le informazioni sopra riportate ( vai a www.comune.fontaniva.pd.it l
Ceo Pajaro, un cantastorie a … tavola (da “Gazzettino di Padova”, 28 novembre 2002)
Al limitare occidentale del bosco di Fontaniva, sul lato della destra orografica del fiume, il territorio comunale comprende una porzione del centro abitato di Boschi e, più a nord, comprende anche la sponda del Bacino Giaretta (o Busa de Giaretta o lago di Camazzole).
Per arrivare sui luoghi si percorre l via Boschi, dove sino a qualche anno fa, al civico 60 si trovava aperta ai frequentanti, la antica Osteria di Ceo Pajaro, di cui ne diamo una descrizione trascrivendo l’articolo di Germana Cabrelle sul Gazzettino di Padova del 28 novembre 2002. “Sessant’anni di ottima cucina e di simpatiche storie lungo il Brenta, a Fontaniva. Gastronomia e fantasia a braccetto, in un felice connubio che porta il nome i una trattoria e del suo gestore: Ceo Pajaro, nato nel 1926. Dal 1942 (o forse dal 1949), Alfredo Zancan, 75 anni, meglio conosciuto come “Ceo Pajaro”, gestisce con la moglie Dorina il figlio Floriano e la nuora Luigina, l’omonimo locale situato n via Boschi 60, lungo l’argine destro del Brenta, proprio all’avvio del tratto carmignanese della pista ciclabile. Ceo è un cantastorie che racconta aneddoti umoristici legati al suo personale vissuto e alla memoria di quelle zone. Il locale è sobrio e familiare, scevro da qualsiasi moda e ricco di valori, dove l’accoglienza è davvero di casa e dove volentieri si consumano piatti tipici della tradizione locale: dal baccalà alla vicentina alla trippa, dal pesce fritto alla sorana arrosto. “Qui siamo in piena golena”, osserva Ceo. Ed in effetti tutt’intorno alla trattoria vi è il parco naturale tipico delle zone fluviali, con canneti ed essenze autoctone di svariate specie: un paradiso per le passeggiate. Durante la settimana le scolaresche vanno a far visita a Ceo per ammirare da vicino lo spettacolo della natura, introdotti, in queste lezioni all’aria aperta, da Verecondo Cuoghi, ex produttore di formaggio e da sempre frequentatore dell’osteria. Va da sé, tuttavia, che oltre al palato ed alla vista, nella trattoria di via Boschi si ritempra anche lo spirito , poiché si ride e ci si commuove ad ascoltare i racconti di Ceo. Alle pareti si ammirano, infatti, le vignette incorniciate delle storielle scaturite dalla fantasia di questo amabilissimo personaggio: basta chiedere e si viene accontentati. La storiella più famosa si chiama “El gèvare incioà”, e narra di un leprotto rincorso dai cacciatori con i fucili e bloccato al tronco di gelso con le orecchie impallinate. Numerose altre sono, comunque, le testimonianze riportate in chiave ironica, paradossale, iperbolica. Come l’origine dell’osteria, giunta fin li – secondo il racconto di Ceo – con una grossa piena” Si ringrazia Germana Cabrelle, autrice dell’articolo.
Prati Stabili MedioBrenta